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Tesori d'arte

I tesori d' arte presenti a Castel San Lorenzo sono quasi esclusivamente di tipo religioso e abbracciano la pittura e soprattutto l' architettura. I maggiori esponenti che hanno contribuito all' arricchimento artistico del paese sono Ciriaco Croce , Carmine Natale, Gabriele Croce ed altri artisti più o meno recenti.

PITTURA

Le opere pittoriche presenti a Castel San Lorenzo si trovano soprattutto nelle chiese e furono dipinte in gran parte da tre glorie Castellesi, i pittori Ciriaco Croce, Carmine Natale e Gabriele Croce. Quindi prima di scoprire quali sono, è doveroso dare qualche notizia su questi importanti artisti che hanno reso più ricco il nostro paese e quelli limitrofi, notizie desunte dal libro del Mons. Angelo Venturiello "Castel San Lorenzo nella sua storia civile e religiosa"..

Ciriaco Croce nacque nel 1692 e morì nel 1755, egli fu un grande pittore ma non abbiamo tele con il suo nome, come per il seguente Carmine Natale. E' da pensare che tutte quelle tele che si conservano nella chiesa di S. Maria del Monte e dei S.S. Cosma e Damiano che non portano il nome dell'autore, siano fattura del Croce. Tra questi vi è un bellissimo quadro del "Padre Eterno", della cui fluente barba e capelli si possono contare i peli. Un S. Francesco Borgia, un S. Francesco di Paola e un'Addolorata, quest'ultima una stupenda opera d'arte.

Carmine Natale, anch'egli illustre pittore di Castel San Lorenzo, nacque nel 1713 e morì a Napoli dove aveva negli ultimi anni dimora. Cugino alla moglie del precedente pittore Ciriaco Croce, che si presume sia stato il primo maestro, si trasferì nella città partenopea per perfezionare il suo stile pittorico e molto probabilmente fu protetto dalla famiglia Carafa. Del Natale si conservano molti quadri e tutti di squisita fattura. Il pittore è una autentica gloria castellese, infatti egli veniva chiamato dai paesi vicini per affrescarvi le volte delle chiese o per arricchirle delle sue pregevolissime tele. Nella chiesa parrocchiale di Valle dell'Angelo ad esempio si ammira un grande affresco rappresentante la gloria di S. Barbato sotto la cui immagine si legge il suo nome. In quella parrocchia esistono altri affreschi di questi ma deteriorati dall'umidità. Egli affrescò anche la parrocchia di S. Barbara in Corleto Monforte i cui quadri sono in gran parte conservati.

Gabriele Croce nacque nel 1817 e morì a Napoli nel1896. Anch'egli fu pittore ed onorò il nostro paese. Condotto a Napoli dal Principe D. Pietro Carafa vi apprese l'arte pittorica e vi rimase fino alla sua morte. Veniva di tanto in tanto in paese per visitarvi i parenti. Di lui esistono in parrocchia alcuni pennoni od arazzi rappresentanti i Simboli della Vergine e due Angeli in atto di preghiera davanti a due medaglioni rappresentanti l'Agnello Pasquale e l'altro la testa di S. Giovanni Battista in un vassoio. Un altro gran quadro a tela rappresentante la Risurrezione di Lazzaro, di squisita fattura e da lui regalato alla nuova Cappella del Camposanto andò perduto per l'incuria e per l'umidità.
Egli predilesse il suo paese natio, arricchendo questa Chiesa Parrocchiale dell'altare maggiore di finissimi marmi e donandovi pure la croce di bronzo indorato che sta sul medesimo altare. A sue spese fece anche porre in mezzo al Camposanto una bellissima Statua di marmo rappresentante la Fede (Statua purtroppo recentemente trafugata). Egli fu pure patriota combattendo nel 1848 e 1860 nelle file dei garibaldini. A Napoli fu molto stimato dai suoi colleghi pittori eleggendolo a Presidente del loro sodalizio.


Nella chiesa parrocchiale dietro all'altare vi sono tre magnifici quadri, di cui si conosce solo l'autore di quello centrale che rappresenta S. Giovanni Battista che predica alle Turme, ove è da ammirare la morbidezza delle tinte e i chiaroscuri che fanno risaltare non solo i personaggi ma perfino i minimi contorni. Vi si ammira fra tante la figura di un Fariseo che discute con il suo vicino; una donna chiusa nel suo scialle che pende attenta dalle labbra del Battista; un uomo cieco seduto con un cane vicino che guarda il proprio padrone. Questo cieco è poveramente vestito con una camicia a brandelli da cui pendono delle filacce così al naturale che sembrano toccarle con le mani. Ai piedi di questo quadro si legge: Carminus Natale pinxit 1782. Quest'opera era stata lasciata in abbandono forse non conoscendo i pregi artistici, ma nel 1910 fu racchiusa in una cornice dorata sull'altare maggiore, dall'arciprete Pacifico, sulla parete di fondo della chiesa parrocchiale da lui fatta costruire dove attualmente ancora se ne può ammirare il pregio.

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Nella Chiesa si conserva anche una grande tela rappresentante S. Pietro in Vinculis liberato da un Angelo. Essa proviene dall'antica pinacoteca del Principe Carafa. E' chiusa in una grande e pregevole cornice di legno intarsiata e dorata. La tela è d'una fattura squisita. Non se ne conosce però l'autore.
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Il terzo quadro che si può ammirare alla sinistra dell'altare è il Battesimo di Gesù, che è di realizzazione sconosciuta, però per la tecnica pittorica molto probabilmente si potrebbe far risalre alla stessa mano che ha dipinto "San Giovanni Battista che predica alle turme", ovvero Carmine Natale

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Nella chiesa dei S.S. Cosma e Damiano vi sono altri due grandi quadri su due altari prossimi all'altare maggiore. Uno rappresenta la Pietà con molti altri Santi e pie donne, l'altro rappresenta i Santi innamorati della S.S. Eucaristia, che trionfa in alto racchiusa in uno ostensorio fra raggi di luce ove vi si ammirano S. Emidio, S. Vincenzo Ferreri, S. Pasquale Bailon e a piedi la scritta: Carminus Natale pinxit MDCCXLIIII.

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In detta chiesa vi sono altri quadri ma senza il nome dell'autore che potrebbero essere del Croce, poiché il Natale era solito apporre il suo nome alle sue tele. Vi si ammira specialmente un quadro artistico sotto la cantoria dell'organo, a destra di chi entra vi è dipinta La Fede e a sinistra La Carità. Quest'ultima è raffigurata in una giovane donna seduta che ha in grembo un pargoletto che sugge il latte dal suo petto, ai piedi se ne trova un altro nudo che addenta un panino e di rimpetto un terzo fanciullo più grande a cui porge un altro pane. Questo terzo ragazzo indossa una camicia a brandelli, strappata in varie parti, e le stracciature sono così al naturale da sembrare di toccare con mano le filacce che vi pendono. In questa chiesa vi è affrescato il soffitto dallo stesso Natale, in cui aveva riprodotto la vita dei S.S. Cosma e Damiano, ma cadde la volta nel 1848 ed andarono distrutti gli affreschi.

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Nella chiesa di S. Maria del Monte vi erano anche molte tele del Natale; ma per l'umidità di questo edificio andarono distrutte e si è conservato solo un grande quadro della Madonna delle Grazie con le anime del purgatorio. Sotto la cantoria dell'organo vi si ammira lo stemma del comune fatto con tanta maestria nel quale si vede il portone del castello con le imposte semiaperte da cui si vede il vestibolo e sopra è sormontato da tre torri merlate. E' un vero gioiello d'arte del Croce o del Natale.
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ARCHITETTURA

Tra le più belle e importanti opere architettoniche qui a Castel San Lorenzo troviamo:

Il Palazzo della "VIGNA DELLA CORTE"

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La villa dei principi Carafa, detta "Vigna della Corte", fu edificata molto probabilmente alla fine del XVII secolo. Il palazzo costituisce un elemento di fondamentale importanza dal punto di vista paesaggistico perché oltre ad essere ubicato in una posizione molto visibile è anche di una mole non indifferente. Si dice che la villa residenziale anticamente era unita al Palazzo Principesco attraverso un sottopassaggio utilizzato dai principi in caso di rivolte o di altre necessità.

Alla villa si accede tramite un viale che anticamente era coperto da un folto pergolato, la costruzione si divide in due piani più uno scantinato ed ha una forma quadrata dove agli angoli si innalzano quattro torri circolari. L’ interno è caratterizzato da un cortile e la facciata da elementi decorativi del XIX secolo. Non si può infine non menzionare la ricca pinacoteca dei Carafa che per pregio e numero era la più importante della provincia di Salerno.


LA PIAZZA

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La piazza, nei piccoli centri, coincide con la zona principale del paese e a Castel San Lorenzo ha proprio l’aspetto delle antiche piazze medioevali; con il castello, il municipio e la croce simbolo di fede e di speranza dove in passato, si riuniva il consiglio comunale per comunicare alla gente le decisioni prese. Molti anni fa la croce era al centro della piazza, ma per dare  più di spazio, fu spostata ad un lato, ove si trova attualmente. Nel municipio, ricostruito nel1917, vi si accedeva da una grande scalinata semicircolare che portava ad un pianerottolo da dove si staccavano due scalinate portanti alle due entrate.


LE CHIESE


Nel 1847 le chiese esistenti nel comune di Castel San Lorenzo erano le seguenti:

Chiesa di S. Giovanni Battista
Chiesa del S.S. Rosario
Chiesa Monte dei Morti
Chiesa di S. Maria del Monte
Chiesa dei S.S. Cosma e Damiano
Chiesa di S. Lorenzo
Chiesa di S. Maria della Stella
Chiesa di S. Vito


Attualmente ne esistono solo cinque, poiché le chiese del S.S. Rosario, del Monte dei Morti, di S. Lorenzo e di S. Vito sono cadute, tuttavia è stata costruita la cappella del Camposanto dove prima sorgeva la badia di S. Lorenzo de Strictu.

Anticamente la chiesa parrocchiale fu quella del S.S. Rosario ma essendo questa insufficiente a soddisfare le esigenze dell’ accresciuta popolazione, si pensò d’innalzarne una più grande e spaziosa. I lavori iniziarono nel 1760 e si rileva che finirono nel 1800 da una scritta in un angolo della cupola (A.D. 1800). La chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista è ad una navata ampia ed illuminata da grandi finestre, è a croce latina con colonne sorrette da basamenti di granito e sormontati da splendidi capitelli di ordine corinzio, all’incrocio tra la navata e il transetto si apre una grande cupola, le pile dell’acqua lustrale sono di pietra bianca di Padula ed il frontespizio della Chiesa, ora roso dalle intemperie, era ben fatto con colonne sormontate da capitelli sempre di ordine corin­zio. Il portone col suo architrave e con gli ornati era di pietra composta di diverse pietrine multicolori naturali, che ai rifles­si del sole davano degli sprazzi fantasmagorici; ma essendo molto friabili sono state distrutte dalle intemperie. Nella Chiesa si conserva una grande tela rappresentante S. Pietro in Vinculis liberato da un Angelo. Essa proviene dall’antica pinacoteca del Principe Carafa. Sotto l’altare maggiore c’è una cripta a cui si accede da una apertura nel pavimento, essa serviva per la sepoltura dei sacerdoti e intorno alle pareti vi sono dei sedili sui quali dovevano essere posti i cadaveri.
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La chiesa dei S.S. Cosma e Damiano sorse anche nella prima metà del 1700, essa è ad una sola navata e oltre all’altare maggiore in marmo fatto costruire nel 1902 dai castellesi devoti residenti a New York, vi sono altri quattro altari lungo le pareti della navata. Anche questa chiesa, come quella di S. Giovanni Battista aveva la volta con affreschi dei pittori Croce e Natale , essi riproducevano i principali episodi della vita dei Santi Martiri. Questi pregevoli affreschi andarono perduti nel 1848 quando cadde la volta che poi fu rifatta con stucchi. Vi sono inoltre tre grandi tele su tre altari ed un’altra sotto la volta dell’abside e vi sono due pitture su legno sotto la cantoria dell’organo che rappresentano la Fede e la Carità. Nel 1920 fu costruito il pavimento con mattonelle colorate in cemento pressato e nel 1922 fu costruito un arco tra la chiesa e la sagrestia.

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La chiesa di S. Maria del Monte fu terminata nel 1713 e fu chiamata così perché sull’altare maggiore, in una apposita nicchia, vi si venera una statua che è uguale a quella del Santuario del Monte di Novi Velia sul Gelbison. La chiesa presenta gli altari dell’annunziata e di S. Biagio con l’organo e la bellissima cantoria. Quest’ultima era in legno dorato con grate simili a quelle dei monasteri di clausura, sotto di essa è stato dipinto dal Croce o dal Natale lo stemma del comune di Castel San Lorenzo. In questa chiesa vi avevano le loro cappelle con il sepolcreto laterale le famiglie Carafa (altare dell’Addolorata), Milone(altare dell’Annunziata),il Comune(altare di S. Francesco Borgia)ecc. questi altari sono sormontati dagli stemmi gentilizi delle varie famiglie. Attualmente è sotto restuaro.

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La chiesa di Santa Maria della Stella è l’antica chiesa del casale di S. Maria de Strictu, adesso è una cappella campestre. Sopra l’unico altare c’è una apposita nicchia che conserva un’antica statua della Madonna(S. Maria ad Nives) che ha sul braccio sinistro il bambino Gesù e nell’altro un melograno, il tetto è a capriate e sulla facciata principale c’è un rosone. Questa cappella è situata nelle campagne del paese e viene aperta al culto la prima domenica di agosto.
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Orario

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